Ospedale e servizi sociali: la nostra sicurezza

6-ospedale7-rsa
In questi anni ci siamo presi cura del nostro Ospedale. I lavori di ristrutturazione costati oltre 3 milioni e mezzo di euro hanno consentito l’apertura dei nuovi reparti di fisiopatologia della riproduzione, di chirurgia della spalla, il nuovo reparto di medicina, il nuovo day hospital oncologico, oltre ad ambulatori e a nuovi macchinari diagnostici acquistati anche grazie al prezioso contributo di cittadini e associazioni di volontariato.
Riguardo agli anziani va ricordata la realizzazione della Residenza Sanitaria assistenziale che ha comportato un costo di circa 6,5 milioni di euro e le tante attività svolte a favore di questa fascia di popolazione: dagli orti alle vacanze estive, dalle iniziative ricreative alle attività realizzate dal Centro Vici Giovannini.
Riguardo all’infanzia il mandato si è aperto con l’apertura del Nido di Via Primule e il potenziamento del servizio e durante i cinque anni sono state confermate le attività svolte nelle nostre scuole.
Infine, anche attraverso il sostegno al volontariato, ci siamo occupati delle famiglie in difficoltà, attraverso l’aiuto al pagamento dell’affitto, delle bollette o all’acquisto dei pasti.
Cattolica ha sempre fatto molto in campo sociale e deve continuare così. Essere una città che guarda avanti, senza lasciare indietro chi si trova in difficoltà. Oggi, pur in una situazione di benessere diffuso, basta anche un solo evento inatteso per portare una persona, o una famiglia, in una situazione di solitudine o di difficoltà.
Occorre perciò pensare ad un sistema di protezione sociale fatto di volontariato, di solidarietà, di una comunità che si prende cura di se stessa, ma anche di un Comune che, in questi casi, non faccia mancare il proprio sostegno.
In campo sociale il futuro comincia dalla difesa di ciò che abbiamo realizzato in questi decenni, a partire dai servizi per l’infanzia, che non rappresentano un costo ma un investimento sul futuro. Le nostre scuole sono un elemento
di vanto troppo spesso dato per scontato. I nostri bambini e ragazzi devono poter studiare e formarsi in un contesto vitale, moderno, di massima sicurezza. Per questo confermiamo la scelta, già inserita nel bilancio 2009, di ristrutturare l’ex nido di via Irma Bandiera, dove troveranno posto le sezioni di scuola dell’infanzia della Papa Giovanni XXIII, risolvendo il problema di affolamento del plesso di Piazza Repubblica.
Insieme al Comune di San Giovanni si penserà alla realizzazione di un Asilo Nido intercomunale e interaziendale, pensato per rispondere alle esigenze delle famiglie che lavorano nella zona industriale. Pensare all’infanzia vuol dire anche realizzare una città a misura di bambini, curando i parchi esistenti, facendo sì che possano essere raggiunti in sicurezza (piste ciclabili e incroci
sorvegliati nei percorsi verso scuole, biblioteca, impianti sportivi) e creando vere e proprie “isole urbane”, dove i bambini possano tornare a giocare in strada.
Sempre a proposito di scuola, un attenzione particolare merita la scuola statale, soprattutto le elementari che si trovano, a causa dei continui tagli operati dal Governo, in una situazione di forte difficoltà. Pensiamo che il Comune debba intervenire, anche se non sarebbe di sua competenza, con risorse finanziarie aggiuntive, per garantire cose fondamentali come l’acquisto del materiale didattico e dei materiali di pulizia e igiene. Proponiamo di stanziare, già dall’anno scolastico 2009/2010, un “fondo comunale di compensazione” (20/25.000 euro) che il Comune ridurrà nella misura in cui il Governo dovesse ripristinare tali risorse.
Se l’infanzia è il nostro futuro, gli anziani sono la nostra memoria. Una memoria che deve essere trasmessa alle nuove generazioni, anche attraverso lezioni nelle scuole sul passato della nostra città, sulle tradizioni che si vanno perdendo, sui luoghi che non esistono più.
Gli anziani sono anche una grande risorsa, che la nostra città deve valorizzare al meglio. Il nuovo centro anziani che sorgerà in zona Macanno (ex Casa del Cavallo) costituirà non solo un luogo di ritrovo e di socializzazione per gli anziani ma un punto di riferimento sociale e ricreativo per il quartiere e la città. Occorre inoltre moltiplicare le possibilità, per gli anziani, di partecipare a tutto ciò che la città può offrire: pensiamo ad una “carta d’argento” che permetterà l’accesso agevolato ai servizi culturali e sportivi (piscina, stadio, teatro) e che, attraverso un “progetto cortesia” consenta tempi d’attesa ridotti alle Poste o nei supermercati, permettendo di avere parcheggi appositi nelle vicinanze dei centri nevralgici della città (con apposite “strisce d’argento”).
Anche la disabilità è una risorsa. Le iniziative svolte dalle nostre scuole e dall’ASL sono fondamentali per non lasciare indietro nessuno, mentre il Centro per l’impiego e l’esperienza delle cooperative sociali hanno permesso a decine di portatori di handicap l’ingresso nel mondo del lavoro.
Riguardo alle barriere architettoniche, invece, si può fare decisamente di più. Ci impegniamo, nei prossimi cinque anni, ad abbattere le barriere ancora esistenti. Così Cattolica sarà, per tutti, una città più amica.

Leave a Reply

You must be logged in to post a comment.